Dare voce ai giovani: la partecipazione dei giovani nella lotta alla violenza di genere
Nel mondo dello sport, dove si celebrano la forza, l’unità e la resilienza, rimane una questione preoccupante che spesso passa inosservata o non viene affrontata: la violenza di genere (GBV). Sebbene lo sport abbia il potenziale per essere una forza potente per l’inclusione e l’uguaglianza, può anche rispecchiare le dinamiche di potere dannose e le disuguaglianze che esistono nella società in generale. Affrontare la violenza di genere nello sport richiede non solo un cambiamento sistemico e la responsabilità, ma anche il coinvolgimento attivo dei giovani come sostenitori, leader e promotori del cambiamento. (UNESCO, 2021)
La GBV nello sport può assumere molte forme: molestie sessuali, abuso di potere da parte di allenatori o funzionari, discriminazione nei confronti degli atleti LGBTQI+ e intimidazione psicologica. Troppo spesso le vittime rimangono in silenzio per paura di ritorsioni, mancanza di fiducia nelle istituzioni o semplicemente perché non credono che la loro voce verrà ascoltata. I giovani, in particolare le ragazze, le persone non binarie e i gruppi emarginati, sono particolarmente vulnerabili. (Commissione Europea, 2017)
Dare potere ai giovani non significa solo fornire loro una piattaforma, ma anche conferire loro il potere e la responsabilità di plasmare ambienti sportivi sicuri e inclusivi. Quando i giovani sono coinvolti nell’identificazione dei problemi, nella co-creazione delle soluzioni e nella denuncia della violenza, è possibile ottenere un cambiamento reale. (Ufficio di ricerca dell’UNICEF – Innocenti, 2019)
La partecipazione dei giovani è fondamentale perché i giovani atleti possono raggiungere e influenzare i loro coetanei in modi che spesso gli adulti non riescono a fare. I giovani apportano creatività ed energia nell’affrontare questioni complesse, trovando spesso modi innovativi per sensibilizzare l’opinione pubblica. I sopravvissuti e gli alleati all’interno della comunità giovanile possono condividere esperienze di vita reale che aggiungono un aspetto umano alle statistiche e ispirano all’azione. Partecipando alle iniziative di sensibilizzazione, i giovani acquisiscono fiducia, capacità di comunicazione e senso di iniziativa.
In tutto il mondo, le iniziative guidate dai giovani stanno rompendo il silenzio sulla violenza di genere nello sport. Dalle campagne di base ai forum internazionali, i giovani chiedono spazi più sicuri. In Europa, i giovani attivisti utilizzano il teatro e lo sport come metodi di sviluppo per aprire il dibattito sul consenso e il rispetto. Le piattaforme digitali vengono utilizzate dai giovani atleti per lanciare movimenti hashtag, condividere risorse e segnalare abusi in modo anonimo. Queste iniziative dimostrano che quando alle voci dei giovani viene dato spazio e sostegno, esse possono catalizzare movimenti potenti. (UN Women, 2021)
Affinché i giovani possano davvero svolgere un ruolo significativo nella lotta alla violenza di genere nello sport, devono essere soddisfatte diverse condizioni essenziali. Innanzitutto, i giovani devono sentirsi al sicuro. Ciò significa creare ambienti in cui non solo siano protetti dai pericoli, ma anche in cui le loro voci siano sinceramente accolte e rispettate. Quando i giovani atleti sanno di essere ascoltati senza timore di essere giudicati o di subire ritorsioni, sono più propensi a esprimersi e a impegnarsi attivamente.
Tuttavia, la sicurezza da sola non è sufficiente. Per responsabilizzare i giovani come sostenitori contro la violenza di genere, devono essere dotati delle conoscenze e degli strumenti adeguati. Ciò richiede investimenti in programmi di formazione e tutoraggio che li aiutino a comprendere le complessità della violenza di genere, a riconoscerne i segnali e a sviluppare la fiducia necessaria per agire. Con una guida adeguata, i giovani possono trasformare la loro passione per lo sport in una potente difesa della giustizia e dell’uguaglianza.
Altrettanto importante è il ruolo degli adulti in questo processo. Allenatori, educatori e leader sportivi devono diventare alleati, persone che non solo ascoltano le voci dei giovani, ma condividono attivamente il potere con loro. Una leadership inclusiva significa creare spazio per le prospettive dei giovani e trattarle come contributi preziosi ai processi decisionali.
La partecipazione dei giovani deve andare oltre i gesti simbolici. Dovrebbe essere integrata nella struttura stessa dello sport attraverso politiche, piattaforme e meccanismi che istituzionalizzino il loro coinvolgimento. Quando i giovani vedono che il loro contributo porta a un cambiamento reale e tangibile, la loro fiducia nel processo e in se stessi diventa più forte.
Porre fine alla violenza di genere nello sport non è un compito che spetta solo alle istituzioni: è una responsabilità collettiva. I giovani non sono solo il futuro dello sport, sono il suo presente. Le loro voci, se amplificate e rispettate, possono sfidare le norme dannose, chiamare il potere a rispondere delle proprie azioni e reimmaginare lo sport come uno spazio di sicurezza, gioia e uguaglianza per tutti.
Riferimenti
UN Women. (2021). Rompere il silenzio sulla violenza di genere nello sport. Tratto da: https://www.unwomen.org/en/news/stories/2021/11/feature-breaking-the-silence-on-gender-based-violence-in-sport
UNESCO. (2021). Affrontare la violenza di genere nello sport e attraverso lo sport. Tratto da: https://en.unesco.org/news/tackling-gender-based-violence-and-through-sport
Commissione Europea. (2017). Voci per la verità e la dignità: combattere la violenza sessuale nello sport europeo (Progetto VOICE). Programma Erasmus+ dell’Unione Europea. Tratto da https://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/projects/eplus-project-details/#project/567182-EPP-1-2015-1-DE-SPO-SCP
Ufficio di ricerca dell’UNICEF – Innocenti. (2019). Coinvolgimento e responsabilizzazione dei giovani nello sport per lo sviluppo. Tratto da: https://www.unicef-irc.org/article/1942-youth-engagement-and-empowerment-in-sport-for-development.html